Il mito vegetariano: un libro che dubita del vegeterianismo

Esce il 29 ottobre per Sonzogno “Il mito vegetariano” di Lierre Keith, americana, che ha al proprio attivo numerose battaglie in difesa del pianeta e dei diritti delle donne. Questo è il suo primo libro pubblicato in Italia: un pamphlet coraggioso e polemico che rovescia molti luoghi comuni sulla nostra alimentazione e sul vegetarianismo.

Il successo della dieta vegetariana si basa sulla convinzione che non solo sia salutare, ma anche ecologicamente sostenibile e animalista. L’autrice, dopo vent’anni di alimentazione vegana, è giunta a tutt’altra conclusione: l’agricoltura è un continuo assalto all’integrità del pianeta. Con le coltivazioni, gli uomini hanno devastato praterie e foreste, provocato l’estinzione di innumerevoli specie, alterato il clima, e impoverito il terreno, che è il fondamento stesso della vita. Se gli uomini vogliono davvero salvare la Terra, l’alimentazione deve tornare ad essere un atto naturale, corrispondente alle caratteristiche delle diverse comunità umane e non venire imposta da considerazioni ideologiche.

Dichiara Lierre Keith: “Non è stato un libro facile da scrivere, e per molti non sarà facile da leggere. Sono stata vegana per quasi vent’anni, animata da ragioni nobili e dal desiderio di salvare il pianeta, la sua natura selvaggia, le specie in via d’estinzione, e di non partecipare all’orrore degli allevamenti intensivi. Non volevo che il mangiare significasse uccidere animali. Insomma, sono stata anch’io vittima del mito vegetariano e dei suoi molti malintesi. Intendiamoci, coltivo ancora gli stessi ideali, mi batto per la salvezza del nostro pianeta. Ora però, forse anche a causa dei danni che la mia alimentazione estrema mi provocava, ho aperto gli occhi. E ho capito come funziona il ciclo vitale, e quanto sia giusto, ma anche crudele. Ho capito che l’agricoltura, lungi dall’essere la soluzione, è l’attività più distruttiva che gli esseri umani abbiano imposto al pianeta e comporta la distruzione di interi ecosistemi. La verità è che la vita non è possibile senza la morte, e che – indipendentemente da ciò che mangiate – qualcuno deve morire per alimentarvi”.

 

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