Ligabue al terzo film da regista: è nelle sale “Made in Italy”

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E’ da qualche giorno nelle sale cinematografiche il nuovo film di Luciano Ligabue, Made in Italy.
Stefano Accorsi e Kasia Smutniak sono i protagonisti di questa storia di provincia che segue l’omonimo concept album di Ligabue, Made in Italy, portato in tour l’anno scorso.
Riko, l’alter ego di Luciano (all’anagrafe Ligabue si chiama Luciano Riccardo), interpretato da Accorsi, confermato per la seconda volta dopo Radiofreccia nel 1998, lavora in un salumificio e ha una moglie, Sara, con cui vive a Reggio Emilia.
La coppia deve far fronte ad un presente precario, sia dal punto di vista lavorativo, che sentimentale. Fanno da contorno gli amici e il figlio universitario.
Nonostante ciò Riko vive tra alti e bassi e cova del risentimento verso una società che gli sta stretta e che distrugge le poche certezze che ha. Troverà il modo di reagire per riprendersi la sua vita.
Se all’inizio del film Riko si lascia travolgere dagli eventi in modo passivo, poi prende coscienza di ciò che gli sta accadendo e cambia il suo modo di vedere le cose.

Il rocker emiliano ha dichiarato che Riko avrebbe potuto essere lui se non fosse diventato un cantante. E adesso che vive una vita da privilegiato il Liga non dimentica cosa avrebbe potuto essere e le sue radici, bensì dà voce a quelle persone oneste, silenziose, che non fanno notizia e cercano di reagire ai soprusi della vita quotidiana. Si alternano speranza e rabbia e tra lambrusco e pop corn trionfa la vita.

Ligabue continua a vivere e a raccontare la provincia emiliana, con amore e riconoscenza. Nei suoi album come nei suoi film, l’Emilia è presente.
Anche i film “Da zero a dieci” e “Radiofreccia” sono ambientate nella bassa padana, a Correggio, per la precisione, città natale del Liga.

L’artista emiliano non si rivolge però solo alla sua terra, bensì a tutta l’Italia, a cui dedica canzoni dai tempi di “Buonanotte all’Italia”. “Made in Italy” è una metafora del Paese, talvolta frustrante, a cui viene voglia di dire: <<Italia, sveglia! Sii all’altezza di tutta questa bellezza!>>.

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