Italia condannata a risarcire donna per violenze del marito che ha ucciso il figlio

violenza donne

Una notizia che non avremmo mai voluto sentire e che dimostra come l’Italia sia ancora arretrata in base alla protezione dei diritti di donne e minori.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha stabilito che l’Italia non è riuscita a proteggere una madre e figlio da una violenza domestica perpetrata dal marito della donna e durata quasi due anni. Le autorità italiane hanno creato una “situazione di impunità che ha favorito il ripetersi di atti di violenza, che avevano poi condotto al tentato omicidio” della moglie e la morte di suo figlio.
Nel 2012, il marito ha attaccato la moglie con un coltello e le ha ordinato di avere “rapporti sessuali con i suoi amici.” La polizia si era limitata a multare l’uomo per detenzione di un’arma proibita e aveva convinto la moglie a tornare a casa.
Un anno dopo, il marito di nuovo attaccato la moglie con un coltello e ha accoltellato il figlio, che ha tentato invano di sedare la lite. Il bambino è poi morto per le ferite riportate.
La Corte ha ritenuto che le autorità italiane non hanno fornito “protezione adeguata” per la donna e il bambino.
Il tribunale ha stabilito che la “violenza inflitta dovrebbe essere considerata a sfnod sessuale e che, di conseguenza, sarebbe parificabile a una forma di discriminazione contro le donne.”
La Corte Europea ha ordinato l’Italia a risarcire con 40.000 euro la donna per i danni e le spese relative al caso.

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